Gruppo sanguigno e COVID19

La determinazione del gruppo sanguigno è un esame molto semplice e una volta molto gettonato: veniva riportato sui caschi , sulla patente, su una medaglietta al collo (conservo con piacevole ricordo una medaglietta d’oro regalo di laurea da parte di una persona cara con il mio gruppo sanguigno): si presumeva che in caso di necessità per una situazione di emergenza questo potesse ridurre i tempi per una eventuale trasfusione salvavita.
In realtà nessun rianimatore trasfonderebbe mai un paziente su un dato riportato anche su documenti ufficiali come la patente, figuriamoci su un casco o una medaglietta, e i motivi sono sostanzialmente due: da una parte la necessità dell’assoluta sicurezza del dato, perchè una trasfusione con un gruppo sanguigno incompatibile scatenerebbe una reazione potenzialmente mortale, dall’altro il tempo di esecuzione dell’esame in urgenza contestuale alle prove crociate è praticamente a zero

Per la verità un po’ di moda il gruppo sanguigno è tornato negli anni scorsi grazie al dr. Mozzi che, riprendendo una dieta inventata dall’americano James D’Adamo, che magari tanto americano non era, ne ha risollevato le sorti con un incremento di richieste

La ricerca suggerisce anche che le persone che hanno sangue di tipo O sembrano ammalarsi di meno e che, quando si ammalano, manifestano sintomi meno gravi.
Per quanto riguarda le persone con tipo B o AB? La loro suscettibilità alla malattia e i relativi sintomi sembrano cadere in qualche punto nel mezzo.
Se si ha sangue di gruppo A non c’è bisogno di lasciarsi prendere dal panico: non significa assolutamente la certezza di contrarre il virus, significa semplicemente che val la pena di prendere ancora più precauzioni per evitare di venire a contatto con il virus: non è il caso di ricordare cose che ci siamo detti mille volte (lavaggio della mani etc etc), non c’è niente di diverso che si possa fare per questa maggiore suscettibilità legata al gruppo sanguigno, non si può cambiare gruppo.
Ci sono però altri fattori di rischio che si possono controllare, che possono avere molto peso nella suscettibilità alla malattia e sui quali si può concentrare l’attenzione. Ad esempio l’obesità sembra essere un importante fattore di rischio, quindi focalizziamoci sul raggiungimento o sul mantenimento di un peso nella norma, adottiamo un dieta sana e approfittando della bella stagione facciamo regolare esercizio fisico al’aperto, al beneficio dell’esercizio si abbina l’esposizione solare con la conseguente produzione di vit D, ampiamente dimostratasi protettiva.
E per quelli con sangue di tipo O come il sottoscritto?
La minor suscettibilità al SAR-COV2 non significa essere immuni, quello sarà possibile solo con l’ipotetico vaccino, quando e come verrà. La falsa idea di sicurezza che questa conoscenza potrebbe ingenerare può far venir meno alcune precauzioni, mettendo a rischio noi stessi e soprattutto le persone che per vari motivi sono più vulnerabili, quindi stiamo ugualmente attenti.
Giusto riappropriarci delle nostre abitudini, concederci qualche svago e perchè no una bella vacanza: l’infezione è in costante calo, le rianimazioni si stanno svuotando e i pochi casi registrati sono poco gravi, ma almeno fino alla completa scomparsa manteniamo quelle precauzioni che abbiamo imparato nei mesi precedenti: verrà meno l’uso delle mascherine ma manteniamo alta l’attenzione al lavaggio delle mani e ad un certo distanziamento sociale

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