Il saturimetro..questo conosciuto

Con la seconda ondata è ritornato alla ribalta uno strumento di cui ci eravamo quasi scordati di avere: il saturimetro. Se può essere utile sono a riproporre un mio post del 3 maggio scorso.
Il saturimetro: istruzioni per l’uso
Utilizzato fino a poco tempo fa solo in ambito ospedaliero, oggi con l’emergenza COVID è diventato uno strumento di comune uso domestico
Come è fatto?
Su un lato di questa specie di molletta ci sono due diodi che emettono due diverse lunghezze d’onda: una nel campo del rosso e una nel campo dell’infrarosso
Sull’altro lato della molletta si trova un rilevatore che analizza la luce di ritorno dopo aver attraversato il dito

Solo un piccolo cenno di fisiologia; l’emoglobina è una proteina di colore rosso, da cui il colore del sangue, che è contenuta nei globuli rossi ed è responsabile del trasporto dell’ossigeno da un compartimento ad alta concentrazione di ossigeno (i polmoni) ai tessuti
Cosa misura?
Il saturimetro misura la percentuale di emoglobina legata all’ossigeno rispetto alla capacità totale e la frequenza cardiaca.
Come funziona?
Supponiamo di posizionare il saturimetro sul dito, sì perchè si può mettere anche sul lobo delle orecchie e, nei bimbi piccoli, sull’alluce:
i fasci luminosi emessi dai due diodi luminosi attraversano i tessuti del dito fino a giungere al rilevatore posizionato sull’altro braccio del saturimetro, all’estremità opposta del dito.
Il presupposto è che l’emoglobina legata all’ossigeno , che si chiama ossiemoglobina, assorbe soprattutto la luce infrarossa mentre l’emoglobina non legata assorbe soprattutto la luce rossa
Misurando e analizzando la differenza tra la radiazione luminosa emessa e quella rilevata, il saturimetro è in grado di dirci la percentuale di emoglobina legata all’ossigeno
Come si usa?

  • Assicuriamoci di avere le mani calde; se le mani sono fredde, ci troviamo di fronte ad una vasocostrizione, potremmo vedere dei valori molto più bassi del reale. Se sono fredde scaldiamole
  • Rimuoviamo l’eventuale smalto dall’unghia del dito su cui si vuole fare la misurazione. Se abbiamo uno smalto permanente posizioniamo il saturimetro sul lobo dell’orecchio
  • Riproviamo più volte: come detto sopra una eventuale vasocostrizione, un non corretto posizionamento o i movimenti possono condizionare la lettura in senso negativo
  • Importantissimo: ritenere come valore valido il valore maggiore rilevato nelle varie misurazioni. Mentre il valore minimo può essere condizionato da artifizi come la vasocostrizione, i movimenti, il valore massimo no
  • La presenza di una anemia può falsare la lettura nel senso di poter leggere valori superiori al reale. Se si è a conoscenza di una anemia non fidarsi dei valori rilevati
  • I normali satirimetri non sono in grado di rilevare una intossicazione da monossido di carbonio (CO), quella per intenderci che si può avere in presenza di inalazione di prodotti della combustione: in questo caso il valore rilevato ci dirà di una saturazione corretta mentre in realtà siamo di fronte ad una ipossogenazione
    Come si interpreta la saturazione?
  • Maggiore di 95%: nella norma
  • Tra 91% e 94%: lieve
  • Tra 86 e% e 90%: moderata
  • Uguale o inferiore a 85%: grave
    Un’ultima cosa. Non siamo ossessivi: se stiamo bene, non abbiamo febbre, non serve misurare la saturazione di ossigeno a meno che vogliamo conoscere la nostra frequenza cardiaca
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