Quanto rischio?

Sono tante le cose che si sarebbero potute fare e non sono state fatte nei mesi relativamente liberi dal virus, se ne sta discutendo fino alla nausea nei vari talk show e non voglio allinearmi a questi pseudo processi: il passato è passato e ora bisogna guardare in faccia alla realtà e chi è deputato prenda decisioni.
Il rischio di contrarre il COVID non è uguale per tutti, dipende da molti fattori: quello dell’età è sicuramente importante e finora è stato uno dei pochi presi in considerazione, vedi proposte di isolamento degli anziani comparse a più riprese. E’ di oggi la notizia di uno studio dell’ISPI: con l’isolamento degli over 60 i morti sarebbero 10 volte meno .

Attestata la difficoltà di mettere in pratica tale precauzione e il probabile aumento in questa popolazione delle morti per altra causa in caso di isolamento domestico, non si tiene conto di un sacco di variabili, a partire dalla discrepanza tra età cronologica e biologica: ci sono 60enni che fanno la maratona e 40enni che farebbero fatica a fare 2 piani di scale.

Ma non è sulla corsa a piedi che si potrebbe discernere, bensì sulla somma di altri aspetti: moltissimi paesi hanno messo a punto degli score a punteggio per identificare i soggetti a rischio, alcuni specialistici e molto articolati ad uso medico, altri molto semplici e utilizzabili da chiunque.
Provo a sintetizzare una tabella che possa essere di aiuto ad identificare le persone e le patologie a rischio di contrarre il COVID in forma grave

  • Anziani over 70
  • Le donne incinta
  • Ipertensione arteriosa con danno agli organi bersaglio (cuore e rene) o resistente alla terapia
  • Malattie cardiovascolari
  • Diabete
  • Malattie croniche delle vie respiratorie
  • Cancro
  • Malattie e terapie che indeboliscono il sistema immunitario
  • Obesità di grado III (BMI, Indice di Massa Corporea <= 40 Kg /mq; per un individo di media corporatura e altezza si considera una superficie di circa 1,73 mq)
    Se assegniamo a ciascuno di queste situazioni un valore, troveremmo un parametro che può darci una indicazione del rischio; per fare un esempio una persona affetta da obesità, patologia che quasi sempre porta con sè anche il diabete e l’ipertensione arteriosa, avrebbe almeno tre volte più probabilità di un soggetto sano di sviluppare COVID in forma grave
    C’è chi, in maniera più seria e competente di me, ha creato uno strumento diagnostico in grado di prevedere la probabilità che un paziente sperimenti una forma grave dell’infezione da SARS-CoV-2: sono gli esperti dell’Università di Oxford, e il lavoro, pubblicato sul British Medical Journal, si chiama QCOVID.
    Nessuno comunque è esente dal rischio di contrarre la malattia, è necessario quindi rispettare le regole, portare correttamente la mascherina, mantenere la giusta distanza individuale e lavarsi correttamente le mani.
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