Vitamina D

Sono anni che vado predicando, ho più volte scritto anche in questa sede, dell’importanza della vitamina D nella prevenzione delle malattie influenzali, e non solo.
Ho esortato, a più riprese, ad esporsi, nei dovuti modi, all’azione benefica del sole, il modo più salutare per incrementare questo importantissimo ormone , perchè di questo si tratta. Quando è stata scoperta si è ritenuto che fosse una vitamina e il nome le è rimasto . La differenza tra una vitamina ed un ormone è che la vitamina può essere solo assunta mentre l’ormone viene prodotto: se prendendo il sole produciamo vit D e se i suoi recettori sono presenti nella maggior parte degli organi, direi che non serve altro a dimostrazione.

Ho più volte sottolineato come entro alcuni valori ematici non vi sia adeguata protezione e come sia necessario avere valori ematici tra i 50 e 100: valori tra i 30 e 50, considerati nella norma nei test di laboratorio, non sono sufficienti. Sono anni che studio questa vitamina , e non ho timori ad affermare che i valori di riferimento dei laboratori, fermi a conoscenze di moltissimi anni fa, andrebbero modificati.
Molti lavori scientifici sono stati pubblicati in tal senso anche relativamente al COVID, in miei precedenti post ne ho parlato diffusamente.

La cosa che mi fa piacere e che anche i media, con la loro capacità di raggiungere un vasto pubblico si stanno interessando, vi linko un articolo del giornale di Brescia in merito.
Per chi se lo fosse perso ripropongo qualche stralcio di quanto scritto in questa sede in aprile scorso relativamente all’attività della vitamina D sul principale organo bersaglio del SARS-COV-2, cioè il polmone, non che ne risparmi altri.
La vitamina D riduce le citochine (ricordate la famosa tempesta citochinica?) pro-infiammatorie nel polmone e facilita l’immunità intracellulare aumentando le citochine anti-infiammatorie.
Le cellule delle vie aeree umane hanno recettori della vitamina D e, se attivate dalla vitamina, possono produrre un aumento dei peptidi antimicrobici. È stato scoperto che questi peptidi hanno attività antivirale con influenza A.
Attualmente non ci sono prove che la vitamina D3 abbassi la carica virale. Tuttavia, la vitamina D può essere significativamente utile nel prevenire l’infezione stabilizzando il sistema immunitario e la salute delle cellule respiratorie. Può anche essere utile per aiutare a combattere un’infezione in corso.
Gli studi hanno dimostrato che la carenza di vitamina D aumenta la suscettibilità alle infezioni respiratorie virali acute e guarda caso questo avviene soprattutto d’inverno quando la ridotta esposizione al sole determina la mancata produzione di vit D

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