Obesità, infiammazione …e COVID19

Nel 2004 Time, la prestigiosa rivista americana, famosa per le sue copertine che colgono sempre nel segno,usciva con la copertina che vedete in calce.

Per chi non mastica l’inglese, anche se facilmente intuibile, il titolo fa riferimento a questo killer segreto (ma non tanto, dico io) cui sono correlate tantissime malattie, dalle cardiovascolari , al cancro e le varie malattie neurodegenerative, tipo l’Alzheimer , il Parkinson .

Oggi ci aggiungerei il Covid: è un dato ormai assodato che una delle costanti che condizionano in senso peggiorativo il  Covid è l’obesità di cui vedremo la correlazione .

Ma partiamo dall’inizio: cos’è l’infiammazione?

Tipicamente l’infiammazione è la risposta appropriata della immunità innata o aspecifica, la prima linea verso ogni insulto, sia esso chimico (veleni), fisico (traumi, radiazioni, alte o basse temperature) o biologico (virus , batteri) ed è finalizzata ad eliminare la causa che la determina, a riparare i tessuti e a ristabilire le normali funzioni dell’organismo

Come si manifesta?

I sintomi tipici dell’infiammazione sono generalmente rappresentati dal rossore, dal calore, dal dolore e dal gonfiore, variamente rappresentati

Classicamente i sintomi sopra descritti sono propri della infiammazione acuta che ognuno di noi credo abbia sperimentato almeno una volta nella vita, mentre nella cronica sono generalmente più sfumati o variamente rappresentati, ed si instaura quando non si riesce ad eliminare la causa scatenante o è sostenuta da un alterato meccanismo interno

Queste appena descritte sono le infiammazioni classiche che tutti conosciamo, ma esiste un terzo tipo di infiammazione, poco conosciuto ma che può produrre danni enormi, e si tratta della infiammazione silente

Cos’è l’infiammazione silente?

E’ una infiammazione a basso livello, che non si manifesta con i classici segni del dolore, calore, rossore, è generalmente cronica, può durare anni fino all’emergenza dei danni agli organi e tessuti; l’infiammazione classica fa male, la silente può uccidere.

Come possiamo accorgerci della sua presenza? La possiamo misurare?

Certo che la possiamo misurare, in maniera diretta con esami specifici in cui non mi addentro e in maniera indiretta con i comuni esami del sangue. Ne cito giusto  qualcuno: la PCR (Proteina C Reattiva), il rapporto tra i trigliceridi e il colesterolo HDL ( ideale 1 , buono 2) e l’emoglobina glicata (ideale sotto il 5%)

Ci sono indicatori della presenza di infiammazione silente senza ricorrere ad esami del sangue?

Molti sono aspecifici e non necessariamente correlati alla infiammazione ma uno quasi certamente lo è, ed è l’obesità

L’obesità si associa ad uno stato di infiammazione cronica generalizzata di basso grado, quella silente per l’appunto. Contrariamente a quanto si crede il tessuto adiposo non è un semplice magazzino di energie sotto forma di grasso, ma a causa alla ipetrofia a cui è sottoposto ingrassando altera la propria funzione cellulare che si esplica in una aumentata produzione di adipochine, le citochine tipiche del tessuto adiposo.

Avete mai sentito parlare della tempesta citochinica, quella che quando si scatena comporta il viraggio verso la severità del Covid? Ebbene il motivo per il quale l’obesità è la comorbosità più presente nei casi severi di Covid sta proprio nella correlazione con l’infiammazione silente e la  produzione di citochine infiammatorie

Capisco che non sia il momento propizio, di solito i buoni propositi sono per il dopo feste, ma prestiamo attenzione nelle festività, anche se ogni tanto la deroga è lecita. Stay tuned  

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Ci risiamo….

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