Morti COVID e non COVID

Interessante l’intervista al Prof Gattinoni.

Per chi non lo conoscesse, è uno dei padri della moderna anestesia e rianimazione, è il padre della respirazione extracorporea, la tecnica esportata in tutto il mondo che ha permesso di salvare molte vite di persone con i polmoni distrutti dalle più varie malattie. Ha implementato le le più evolute tecniche di ventilazione polmonare come quella prona (a pancia in giù), insomma quello che in linguaggio giornalistico si definisce un luminare.

All’età di 70 anni è stato costretto alla pensione per raggiunti limiti di età e, come spesso succede, il giorno stesso prendeva servizio come professore in una prestigiosa università tedesca, che non aspettava altro.

C’è una cosa che mi ha colpito, tra le altre che già conoscevo, come la diversa spesa pro-capite tra Germania e Italia e la diversa medicina territoriale, e la riporto testualmente :” «Non ci sono criteri univoci di classificazione. Se un paziente ha un incidente stradale, ha un trauma cranico, viene ricoverato in pronto soccorso e nel frattempo muore, ma viene trovato positivo al coronavirus, ecco che rientra fra le vittime di Covid».

Se quanto affermato è vero, sono personalmente a conoscenza di un paio di casi simili, morti per altre cause, trovati positivi e classificati COVID, sono molto contrariato perchè la non chiarezza, la mancata trasparenza, non fa che alimentare il negazionismo. Il Covid esiste, esistono gli ospedali con un sacco di ammalati, motivo per il quale è necessario mantenere tutte le precauzioni del caso, ma la correttezza della informazione è necessaria, oltre che d’obbligo.

C’è un altro interessante articolo sul Corriere di oggi e riguarda l’andamento dell Rt che sembra non essersi modificato con l’introduzione dell’ultimo DPCM ma essersi modificato in senso positivo con il primo per poi rimanere stabile. A riportare il dato è Roberto Battiston: sembrerebbe che la maggior efficacia nel ridurre l’Rt sia stato il primo DPCM, quello che prevedeva l’obbligo di portare le mascherine, poco o niente quello delle chiusure dei ristoranti.

E’ una lettura di difficile interpretazione che riporto che va analizzata molto attentamente e da epidemiologi: il dato certo, come ho sostenuto fin dal febbraio scorso, contro il parere di esperti virologi, è l’importanza della mascherina portata correttamente, non stanchiamoci e cerchiamo di evitare la terza ondata

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