Vit D upgrade

l primo dicembre il Ministero della Salute ha emanato una circolare che detta linee guida per la cura domiciliare dei malati COVID.

Tra le tante cose recita che «non esistono, ad oggi, evidenze solide e incontrovertibili (ovvero derivanti da studi clinici controllati) di efficacia di supplementi vitaminici e integratori alimentari (ad esempio vitamine, inclusavitamina D, lattoferrina, quercitina), il cui utilizzo per questa indicazione non è quindi raccomandato».

Il modo di ragionare del Ministero è quello della medicina fondata sulle prove di efficacia (EBM, Evidence Based Medicine): le prove di efficacia clinica sono i risultati di studi capaci di dimostrare, con una certezza scientifica misurabile e condivisibile da altri, che è utile eseguire un determinato esame o assumere una determinata medicina. Questi studi sono eseguiti secondo metodiche ben precise mirate ad escludere possibilità di errore.

Un carissimo amico primario di ORL mi ha sempre fatto questo esempio: nessuno farà mai una prova di efficacia secondo la metodologia dell’EBM sulla rimozione del cerume, ma è un dato incontrovertibile che la rimozione del cerume fa sentire meglio, lo stesso succede per la vit D

Il problema è che nessuno investirà mai dei soldi per dimostrare che una vitamina di basso costo, non brevettabile e quindi non remunerativa, possa essere efficace nella prevenzione delle malattie influenzali, e non solo, dico io

Le affermazioni del Ministero contrastano con migliaia di pubblicazione su prestigiose riviste scientifiche che ne evidenziano l’utilità, basta fare una semplice ricerca su Pubmed; non rappresentano la prova provata ma danno una seria indicazione

Ho più volte scritto in merito e non sto a ripetermi, chi mi conosce sa che sono anni che la vado predicando, vorrei solo puntualizzare alcune cose anche pratiche

  • Vitamina D è un termine generico, esistono varie vit D, dalla 1 alla 5. Quella che ci interessa e che va assunta è la D3, il colecalciferolo, che si forma naturalmente a partenza dal colesterolo sotto l’azione dei raggi solari, soprattutto a mezzogiorno
  • La vit D3 è un pro-ormone, la vera attività biologica è esplicata dopo il passaggio a livello epatico, dove viene trasformata in calcidiolo (quello che viene misurato quando facciamo l’esame del sangue) e renale, quando si trasforma in calcitriolo (vit D2), quella attiva
  • L’assunzione corretta è quella giornaliera, al massimo ogni 2 giorni. La capacità di produzione della vit D2 è limitata dalla capacita dei nostri organi di trasformare la D3 in D2, quindi non ha senso assumerne una grande quantità una volta al mese, come compare nei bugiardini di molti prodotti commerciali
  • Essendo autolimitata dalla capacità di trasformazione epatica e renale in D2, la D3, quella che assumiamo, molto difficilmente può raggiungere un livello di tossicità: anche i valori che il laboratorio ci restituisce non ci dicono il valore della D2, quella biologicamente attiva

Solo per fare un esempio, si consideri che il fototipo I (quello con la pelle più chiara) con sole abbastanza alto, senza filtri solari, in costume, assume circa 15000 UI (Unità Internazionali) di vitamina D in 15/20 minuti

  • I valori di laboratorio risalgono a studi vecchi, non tengono conto delle nuove acquisizioni,non solo, non ci dicono il valore della vit D2, quella attiva. Giusto per restare nei parametri ufficiali, manteniamo valori che vanno da 80 a 100 ng/ml
  • I dosaggi in periodo con poca o nulla esposizione solare da me consigliati: almeno 5000 U.I. al giorno, personalmente ne assumo 7000, 1000 U.I. ogni 10 kg di peso
  • Per chi assume vit D in gocce metterla sotto la lingua, entra direttamente nel circolo ematico ed evita difficoltà di assorbimento o disturbi intestinali
  • Per le donne in menopausa, ma consigliabile a tutti, associare l’assunzione di vit. K2: ne parlerò a breve , stay tuned
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