La solita Italia dei furbetti?

Secondo GIMBE, che è un’organizzazione indipendente che dal 1996 promuove l’integrazione delle migliori evidenze scientifiche in tutte le decisioni politiche,  ben il 23% delle dosi di vaccino disponibili sono state somministrate a personale non sanitario, una fascia non prevista dal Piano vaccinale, amministrativi per intenderci.

Secondo il piano vaccinale le categorie da vaccinare con priorità sono 3: operatori sanitari e sociosanitari (a cui sono andate finora il 67,1% dosi), personale ed ospiti delle RSA (finora 9,7% dosi) e persone over 80 anni (0,9% dosi)

Il personale non sanitario, che comunque lavora negli ospedali a vario titolo, ha beneficiato dunque, pur come categoria non prevista, “di quasi un quarto delle dosi finora somministrate con enormi differenze regionali che in alcuni casi superano il 30%, come in Provincia Autonoma di Bolzano 34%, Liguria 39% e Lombardia 51%”

Giusto proteggere gli amministrativi che a vario titolo sono a contatto con i pazienti o il pubblico, il cosiddetto front office, ma gli amministrativi che magari sono pure in smart working?

E i dentisti, i farmacisti, i volontari delle varie organizzazioni che fanno trasporto medico tipo Croce Rossa, le forze dell’ordine, i medici delle strutture convenzionate che in questo periodo stanno garantendo un servizio che gli ospedali che stanno lavorando a ritmo ridotto non fanno?

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