Vaccino sì, vaccino no

In questi giorni si è avviata la vaccinazione per gli over 80, la categoria di popolazione più colpita dal COVID19, sappiamo infatti che la media dei deceduti per COVID è di 81 anni.

Dei vaccini si è parlato tanto, spesso anche a sproposito, e i social, più che rassicurare, hanno spesso contribuito a generare diffidenza ma sopratutto preoccupazione per gli eventuali effetti collaterali, motivo per i quali ho ricevuto moltissime richieste di delucidazione in merito.

Riassumo così il mio pensiero

I vaccini sono una medicina e, come tutte le medicine, hanno prevalenti proprietà positive (quelle per cui vengono utilizzate) ed effetti collaterali minori: per essere utilizzati come farmaci deve essere enormemente maggiore l’effetto farmacologico rispetto ai possibili (non certi) effetti collaterali.

Il motivo per cui vengono prescritti i farmaci è per curare una malattia, i vaccini per prevenirla, e sia per i farmaci che per il vaccino la malattia è sempre peggio della medicina.

Questo è ancor più vero per le persone a rischio, in primis  gli ultra ottantenni, che abbiamo visto essere la categoria che paga più pegno, ma anche per le persone di qualunque età con le patologie più disparate che favoriscono una evoluzione ingravescente della malattia

C’è  poi chi, giovane e sano e pur potendo sviluppare una forma non grave, può però trasmetterla a qualche familiare più debole o alle persone più deboli che si possono incontrare per lavoro o diletto

Insomma, la malattia è sempre peggio della medicina e prevenire è meglio che combattere, quindi togliamoci di torno questa condanna e vacciniamoci

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