Ha senso disinfettare le superfici?

Un recente studio pubblicato su una prestigiosa rivista medica evidenziava come il SARS-COV-2 può persistere su plastica e acciaio per diversi giorni, fino a 7 secondo questo studio

Per questo motivo a maggio 2020 l’OMS raccomandava la pulizia e disinfezione di superfici molto toccate, specie nei contesti comunitari.

Un microbiologo della Rutgers New Jersey Medical School di Newark ha voluto approfondire, pubblicando su una prestigiosa rivista le sue conclusioni, in cui afferma che  mancano prove a sostegno della reale pericolosità degli oggetti e del fatto che SARS-CoV-2 possa passare da una persona all’altra attraverso superfici contaminate

Gli studi indicano con chiarezza che la maggior parte dei contagi si verifica per diffusione di aerosol (attraverso colpi di tosse, mentre si parla o si respira), quindi, come vado dicendo da 1 anno, mascherina e poi ancora mascherina. La trasmissione attraverso le superfici è considerata un rischio non significativo

È il caso di smettere di disinfettare ambienti ed oggetti?

La risposta non è semplice perché gli esperti non sono in grado di assicurare che il rischio sia effettivamente pari a zero.

Effettivamente quando è scoppiata la pandemia i ricercatori hanno cercato il virus sugli oggetti e hanno identificato tracce di RNA virale praticamente dappertutto: nelle case dei malati il virus era presente nei bagni e sulle posate. In una indagine sulla famosa nave da crociera, la Diamon Princess, è stato scoperto RNA virale sulle superfici delle cabine dei positivi.

Il punto è che la contaminazione ambientale con RNA virale non è un indice di contagiosità, ma un residuo biologico che segnala semplicemente la presenza (anche pregressa) del virus. È lo stesso fenomeno che fa sì che alcuni pazienti risultino positivi ai tamponi molecolari anche per lungo tempo dopo la risoluzione dell’infezione: c’è presenza di RNA virale ma non si è più contagiosi.

Molti di questi studi sono stati fatti in condizioni di laboratorio, con alte cariche virali; per testare la reale contagiosità in Israele si sono fatti tamponi su oggetti personali e mobili di pazienti ricoverati e si è visto che nessuno dei residui virali era in grado di infettare.

E’ stato fatto anche uno studio statistico calcolando le probabilità di infezione toccando gli oggetti e quello che emerge è che pulire le superfici è molto meno efficace del distanziamento sociale o dell’uso di mascherine.

E’ molto difficile, anzi impossibile, escludere con certezza la trasmissione mediante contatto con superfici contaminate, per cui, soprattutto per locali pubblici questa pratica non va abolita.

E noi?

Io dico che se possibile non guasta, risottolineando per l’ennesima volta che la misura più efficace rimane la mascherina, il distanziamento individuale e il lavaggio delle mani

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