Istruzioni per l’uso…

Indubbiamente siamo di fronte ad un nuovo picco di COVID 19.

Ci sono i ricoverati ma ci sono pure tantissimi che sono a casa e hanno  sintomi simil influenzali, più o meno sfumati

Non voglio sopravanzare il medico di base, anzi sono a spronare di seguire i suoi consigli e di contattarlo se c’è un peggioramento dei sintomi

Esiste però una nicchia di persone che, per vari motivi, non è  ricorsa al medico, o quanto meno non ancora, e pratica l’automedicazione con quello che si è solito fare.

E quì viene il punto.

Tralascio volutamente il discorso febbre cui ho dedicato un intero post nell’intento di essere conciso e diretto

Non so come e perchè è invalsa (ma anche suggerita) l’abitudine, quando si sviluppano malattie influenzali e in questo caso COVID, di assumere paracetamolo ( vabbeh per una volta faccio uno dei nomi commerciali più noto: Tachipirina)

Immagino sia dovuto all’allarme che ad inizio pandemia era stato lanciato in Francia, nel quale si raccomandava di non assumere anti-infiammatori, pena l’aggravamento della sintomatologia, cosa peraltro mai dimostrata e lavori importanti non hanno trovato nessuna correlazione tra anti-infiammatori e peggioramento del COVID19

Anzi, ci sono molti lavori (sotto metto il link ad uno di questi) dove si evidenzia che “L’uso precoce di farmaci antinfiammatori non steroidei nel COVID-19 potrebbe invertire la patogenesi, prevenire complicazioni e migliorare i risultati clinici”: è la traduzione letterale del titolo del lavoro

Traduco anche la conclusione del lavoro: “Infine, potrebbe essere considerato una vera sfortuna che i FANS compreso l’ibuprofene siano stati praticamente evitati per favorire l’analgesico antipiretico paracetamolo senza effetto antinfiammatorio. È anche probabile che un breve ciclo sicuro di farmaci economici ed efficaci come l’ibuprofene e altri FANS avrebbe potuto salvare vite umane, ma li abbiamo ignorati sulla base di un’ipotesi che sarà confermata da più studi che sono altamente incoraggiati. Tuttavia, dovremmo imparare dagli errori non intenzionali e assicurarci che non vengano ripetuti.”

Il paracetamolo è un analgesico centrale, agisce sui recettori COX3 e ha come effetto collaterale quello antipiretico.

E a rigor di logica,  se la causa dei sintomi è una infiammazione, non è più logico un antiinfiammatorio che un analgesico che peraltro agisce solo sul dolore centrale e non ha nessuna attività anti-infiammatoria?

Esiste poi un anti-infiammatorio, potente inibitore della interleukina-6, fortemente implicata nella famosa tempesta citochinica, che ha dimostrato estrema efficacia nel trattamento iniziale del COVID19: è la nimesulide (evito il nome commerciale), prescrivibile solo con ricetta

Gli antiinfiammatori hanno poi una attività antiaggregante piastrinica e riducono la possibilità di trombosi, che è una delle stimmate del COVID19

Un ultimo consiglio: molti per motivi vari hanno in casa cortisonici e spinti da molte pubblicazioni sui medi, potrebbero essere tentati di assumerli spontaneamente

Voglio mettere in guardia: il cortisone è un potentissimo antiinfiammatorio, ma contempo è anche un immunosoppressore, riduce cioè le difese immunitarie. E’ utilissimo in una certa fase della malattia ma se preso diversamente può solo peggiorare la situazione

Come sempre, seguite le indicazioni del vostro medico ed evitate le automedicazioni

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7640889/

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