Obesità, infiammazione ..e COVID19…2.0

Sono centinaia ormai le pubblicazioni scientifiche che associano l’obesità a forme gravi di COVID19; si era visto fin dall’inizio della pandemia ma ora l’epidemiologia lo ha certificato: essere in sovrappeso comporta un rischio maggiore di COVID grave.

Altro fattore di rischio associato a COVID in forma grave è la carenza di vitamina D, ne abbiamo parlato tantissime volte; ebbene è noto che gli obesi ne abbiano una certa carenza, non è chiaro quale delle due condizioni è causa dell’altra

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Il controllo dei valori anticorpali effettuati sugli operatori sanitari vaccinati hanno evidenziato che gli operatori con obesità hanno prodotto solo circa la metà della quantità di anticorpi in risposta a una seconda dose del vaccino Pfizer rispetto alle persone sane. Sebbene sia troppo presto per sapere cosa questo significhi circa l’efficacia del vaccino, potrebbe implicare che le persone con obesità necessitino di una dose di richiamo aggiuntiva per assicurarsi di essere adeguatamente protette dal coronavirus.

Ricerche precedenti hanno suggerito che l’obesità, definita come avente un indice di massa corporea (BMI) superiore a 30, aumenta il rischio di morire di Covid-19 di quasi il 50%, oltre ad aumentare il rischio di finire in ospedale del 113% .

Alcuni di questi possono essere dovuti al fatto che le persone con obesità hanno spesso altre condizioni mediche sottostanti, come malattie cardiache o diabete di tipo 2, che aumentano il rischio dal coronavirus, ma il grasso corporeo in eccesso può anche causare cambiamenti metabolici, come la resistenza all’insulina e l’infiammazione, che rendono più difficile per il corpo combattere le infezioni.

Visto anche la vicina prova costume, che potrebbe essere di stimolo ad una dieta sana, ripropongo quanto già scritto qualche mese fa sulla infiammazione, che vuole essere preludio a successivi articoli che farò sulla dieta

Nel 2004 Time, la prestigiosa rivista americana, famosa per le sue copertine che colgono sempre nel segno,usciva con la copertina che vedete in calce.

Per chi non mastica l’inglese, anche se facilmente intuibile, il titolo fa riferimento a questo killer segreto (ma non tanto, dico io) cui sono correlate tantissime malattie, dalle cardiovascolari , al cancro e le varie malattie neurodegenerative, tipo l’Alzheimer e il Parkinson .

Ma partiamo dall’inizio: cos’è l’infiammazione?

Tipicamente l’infiammazione è la risposta appropriata della immunità innata o aspecifica, la prima linea di difesaverso ogni insulto, sia esso chimico (veleni), fisico (traumi, radiazioni, alte o basse temperature) o biologico (virus , batteri) ed è finalizzata ad eliminare la causa che la determina, a riparare i tessuti e a ristabilire le normali funzioni dell’organismo

Come si manifesta?

I sintomi tipici dell’infiammazione sono generalmente rappresentati dal rossore, dal calore, dal dolore e dal gonfiore, variamente rappresentati

Classicamente i sintomi sopra descritti sono propri della infiammazione acuta che ognuno di noi credo abbia sperimentato almeno una volta nella vita, mentre nella cronica sono generalmente più sfumati o variamente rappresentati, ed si instaura quando non si riesce ad eliminare la causa scatenante o è sostenuta da un alterato meccanismo interno

Queste appena descritte sono le infiammazioni classiche, che tutti conosciamo, ma esiste un terzo tipo di infiammazione, poco conosciuto ma che può produrre danni enormi, e si tratta della infiammazione silente

Cos’è l’infiammazione silente?

E’ una infiammazione a basso livello, che non si manifesta con i classici segni del dolore, calore, rossore, è generalmente cronica, può durare anni fino all’emergenza dei danni agli organi e tessuti; l’infiammazione classica fa male, la silente può uccidere.

Come possiamo accorgerci della sua presenza? La possiamo misurare?

Certo che la possiamo misurare, in maniera diretta con esami specifici in cui non mi addentro e in maniera indiretta con i comuni esami del sangue. Ne cito giusto qualcuno: la PCR (Proteina C Reattiva), il rapporto tra i trigliceridi e il colesterolo HDL ( ideale 1 , buono 2) e l’emoglobina glicata (ideale sotto il 5%)

Ci sono indicatori della presenza di infiammazione silente senza ricorrere ad esami del sangue?

Molti sono aspecifici e non necessariamente correlati alla infiammazione ma uno quasi certamente lo è, ed è l’obesità

L’obesità si associa ad uno stato di infiammazione cronica generalizzata di basso grado, quella silente per l’appunto.

Contrariamente a quanto si crede il tessuto adiposo non è un semplice magazzino di energie sotto forma di grasso, ma a causa alla ipertrofia a cui è sottoposto ingrassando altera la propria funzione cellulare che si esplica in una aumentata produzione di adipochine, le citochine tipiche del tessuto adiposo.

Avete mai sentito parlare della tempesta citochinica, quella che quando si scatena comporta il viraggio verso la severità del Covid? Ebbene il motivo per il quale l’obesità è la comorbosità più presente nei casi severi di Covid sta proprio nella correlazione con l’infiammazione silente e la produzione di citochine infiammatorie.

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