Nuove linee guida?

Sono uscite le nuove linee guida del Ministero della Salute relative alla gestione domiciliare del COVID 19, molto ben fatto e articolato.

Ci sono alcune cose sulle quale mi focalizzerei, riporto virgolettato lo scritto originale e di seguito il mio commento:-“vigile attesa (intesa come costante monitoraggio dei parametri vitali e delle condizioni cliniche del paziente)”. Personalmente suggerisco subito aspirina se non febbrile e nimesulide alla comparsa della febbre-

“non utilizzare routinariamente corticosteroidi. L’uso dei corticosteroidi è raccomandato esclusivamente nei soggetti con malattia COVID-19 grave che necessitano di supplementazione di ossigeno”. Concordo assolutamente: i corticosteroidi sono dei farmaci immunosoppressori e usati come ho visto a volte fare in fase precoce, deprimono le difese immunitarie e rischiano di peggiorare la malattia, non fate automedicazione-

“trattamenti sintomatici (ad esempio paracetamolo o FANS in caso di febbre o dolori articolari o muscolari, a meno che non esista chiara controindicazione all’uso)”. Nonostante le evidenze, gli studi del Mario Negri e l’esperienza di moltissimi medici (tra i quali molto umilmente mi ci metto anch’io) il consiglio come primo farmaco è ancora il paracetamolo (tachipirina per intenderci). Invertirei, prima assolutamente i FANS (gli antiinfiammatori) e solo nel caso di impossibilità alla loro assunzione paracetamolo. Come ho avuto modo di spiegare in altri post, i sintomi sono di tipo infiammatorio e il paracetamolo non è un antiinfiammatorio ma un analgesico centrale con effetti antipiretici, come peraltro sono antipiretici gli antiinfiammatori . Rimando ai miei post precedenti la spiegazione di quanto sopra per non dilungarmi-

“non utilizzare eparina. L’uso di tale farmaco è indicato solo nei soggetti immobilizzati per l’infezione in atto”. Giusto, l’utilizzo dell’eparina va monitorato con controlli ematici delle piastrine, potrebbe essere sufficiente l’uso di aspirina, previo consiglio medico, se allettati-

“Si segnala che non esistono, a oggi, evidenze solide e incontrovertibili (ovvero derivanti da studi clinici controllati) di efficacia di supplementi vitaminici e integratori alimentari (ad esempio vitamine, inclusa vitamina D, lattoferrina, quercitina), il cui utilizzo per questa indicazione non è, quindi, raccomandato”. E’ vero, non esistono studi controllati relativamente alla vitamina D, ma esistono decine e decine di pubblicazioni scientifiche che attestano il rapporto inverso tra livelli di vitamina D nel sangue e gravità del COVID19: più questo valore è basso e maggiore è la probabilità di sviluppare COVID in forma grave. Come ho avuto modo più volte di dire i valori ematici ottimali sono superiori a 50-60 mcg/ml.

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